Luigi Einaudi (1874 - 1961) was one of the most influential leaders, lucid and influential of Italian liberalism.
law graduate, was a university professor and journalist. Senator of the Kingdom in 1919, with the 'advent of the fascist regime suffered its progressive activity limitations.
took refuge in Switzerland after 's September 8, 1943 and returned to Italy in 1944.
In 1946 he was elected deputy to 'Constituent Assembly. From 1945 to 1948 he was governor of the Bank of 'Italy. With Prime Minister De Gasperi was the proprietor of economic ministries. In May 1948 became the second president of the Italian Republic.
Nell 'sphere of Italian liberalism was noted for his unitary conception of freedom from the tradition of English-speaking countries. Einaudi for every aspect of freedom contribute to its success. The civil and economic liberties are all interdependent and necessary to the implementation of a liberal society.
In article of 1944 expressed its radical opposition to proportional electoral systems, together with a pragmatic vision of the role of parliament is dominated by a concern to ensure the country stable and effective government.
Here wrote:
"You must declare openly that instead of representing opinions is, like many others, such as that of self-determination of peoples or of the absolute separation of the legislature from the executive branch or the sovereignty of parliaments sui governi, e, peggiore di tutte, della sovranità piena degli stati indipendenti, una concezione distruttiva, anarchica, inetta a dar vita a governi saldi".
"I parlamenti non sono società di cultura od accademie scientifiche. Sono organi, il cui scopo unico è quello di formare governi stabili e di controllarne l'azione . Come disse il primo ministro del primo governo laburista, Ramsay Mac Donald, le elezioni non si fanno per contare le opinioni... ma si fanno per mettersi d'accordo in primissimo luogo sul nome della persona che in qualità di primo ministro sarà chiamato a governare il paese , e in secondo luogo sul nome di coloro che collaboreranno con lui o che ne criticheranno l'operato. Le elezioni hanno cioè per scopo di creare il consenso (consensus e non census) intorno ad un uomo ed al suo gruppo di governo ed intorno a chi oggi sarà il suo critico e domani ne prenderà il posto se gli elettori gli daranno ragione. Se non si vuole l'anarchia, questo e non una sterile accademica rassegna di opinioni è lo scopo unico preciso di un buon sistema elettorale".
"Vogliamo che il numero dei partiti, dei gruppi, dei sottogruppi parlamentari si moltiplichi all'infinito? Dobbiamo in tal caso scegliere la proporzionale; ma dobbiamo nel tempo stesso sapere che, così facendo, avremo fatto quel che meglio si poteva per impedire il funzionamento di un governo solido, duraturo ed operoso".
"In fondo, la proporzionale è il trionfo delle minoranze; ognuna delle quali ricatta le altre ed il governo, il quale dovrebbe essere l'espressione della maggioranza, per costringere parlamenti e governi a votare e proporre leggi volute dai singoli gruppi".
"L'errore massimo di principio della proporzionale è di confondere la lotta feconda delle parti, dei gruppi, degli ideali, dei movimenti, la quale ha luogo nel paese, con la deliberazione e l'azione dei parlamenti e dei governi".
Una lezione alta ed ancora pienamente attuale.
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